venerdì 23 maggio 2014

ANCORA FURTI NELLE LAVANDERIE

I fidanzati terribili, mandano in tilt tutti i cambiamonete: catturati a Velletri

La coppia - ora arrestata - era formata da una italiana da una 34enne italiana e dal suo boy di 26 anni di passaporto romeno. Colpi a Deruta, Todi, Marsciano e Fratta Todini
I fidanzatini esperti nel fare impazzire i cambiamonete di lavanderie a gettone, self-service e anche dei distributori notturni delle aree di servizio. Da Velletri aveva raggiunto più volte Todi, Deruta. Marsciano e Fratta Todina per portarsi a casa dai 200 ai 300 euro a botta. La coppia - ora arrestata - era formata da una italiana da una 34enne italiana e dal suo boy di 26 anni di passaporto romeno.
Hanno sempre utilizzato lo stesso modus operandi:utilizzando un congegno elettronico, il cosiddetto staker, manomettevano gli apparati cambiamonete mandando in tilt la macchina che iniziava a svuotare tutto il contenuto di monete. Bonnie e Clyde”,  secondo la ricostruzione dei Carabinieri tuderti, si recavano nei locali, generalmente in orari notturni, quando era prevedibile una scarsa affluenza di clienti.
Nella mattinata di ieri, i Carabinieri della Compagnia di Todi, con l’ausilio dei colleghi di Velletri, hanno arrestato la coppia grazie anche la video-sorveglianza dei locali che li ha fatti individuare avendo anche precedenti per gli stessi reati. Nei confronti dei due indagati è stata inoltrata anche la proposta della misura di prevenzione del divieto di ritorno nei comuni di Todi, Marsciano, Deruta e Fratta Todina per tre anni.

mercoledì 15 gennaio 2014

UNICO MOTTO....DIFFIDARE!!!!

OTTIMO ARTICOLO TROVATO ALL'INTERNO DEL BLOG
http://www.angelobuscaglia.it/category/aprire-una-lavanderia/consigli/salvati-dalla-fregature-nelle-self/
ATTENZIONE..DIFFIDARE SEMPRE DA CHI DICE CHE APRIRE UNA LAVANDERIA SELF-SERVICE SIA ECONOMICO E SEMPLICE!!!
Nella scorsa settimana mi sono stati illustrati due casi, pervenutemi da due regioni italiane differenti, attraverso i miei responsabili di area che seguono le zone in questione. Si tratta di situazioni che potevano compromettere il futuro di un potenziale Cliente che entra per la prima volta nel mondo delle lavanderie self service a gettoni.
lavanderie self service truffa
Ora, vi racconto il caso che mi ha colpito di più, lo titolerei: la ditta con le lavatrici “demo” che si mette “on line” senza fissa dimora!
Il signor X contatta Noi come altri competitor e ne individua due che possono essere vicini alla sua idea d’impresa nel mondo del self service: sin qui una situazione abbastanza normale che evidenzia una concorrenza di prodotto tra tre aziende, peccato che una di queste NON esista! Esatto, il cliente evidenzia un offerta con attrezzature simili e foto grafie copiate da altri siti – situazioni che molto spesso accadono ed il nostro ufficio anticontraffazione – mensilmente con il nostro studio legale spicca le necessarie denunce per far oscurare i domini di questi soggetti che violano copyright e marchi – infatti si tratta di un preventivo su carta bianca scritto a penna e con molti errori grammaticali, tecnici ed algebrici, recante un negozio LavaTu.
Il negozio in questione fa parte dei punti vendita di lavanderie americane in catena diretti dalla Società Lautomatica Italia ed affidati in gestione e, tra l’altro è un punto vendita pilota che fa parte dei negozi di scuola-formazione a disposizione dei nostri futuri Clienti ancor prima di firmare il contratto con noi.
Dov’è la truffa?
Oltre aver utilizzato immagini altrui, l’improvvisato venditore “on line” ha pensato bene di offrire una lavanderia chiavi in mano ad un prezzo di 19.000,00€ iva compresa: qualcosa di irrealizzabile in quanto solo i lavori di allestimento con tutte le certificazioni CE e la messa a norma del cantiere (POS) raggiungono tale importo, quindi una vendita senza le attrezzature!
Come può essere possibile?
Facciamo delle verifiche e scopriamo che sul sito della ditta “on line” del soggetto trattasi di una ditta individuale creata nell’ultima settimana di ottobre del 2013, che vanta però un’esperienza pluriennale: ma come? Ha una sola settimana di vita…. E tutte le immagini inserite nel sito sono riferite a negozi di altre aziende ed in particolare ai nostri!
lavanderie a gettoni chiuse
Una micro ditta individuale con alcune “demo” di lavanderie messe “online” non di proprietà ma di altri, ovvero: questa ditta non ha mai commercializzato una lavatrice, data anche la presenza in web da soli sette giorni. Ma non solo…..
Approfondiamo l’iscrizione camerale e scopriamo che il soggetto non può vendere attrezzature per lavanderie in quanto non abilitato … al che mobilitiamo l’ufficio legale per le necessarie segnalazioni agli organi di vigilanza preposti. Il Cliente ha rischiato grosso: perdere denari e ricevere – forse – attrezzature non conformi con dubbia provenienza.
Come termina la vicenda?
Il nostro preparato area manager che aveva già conquistato il Cliente, definisce l’affiliazione al brand LavaTu – lavanderie self-service a gettoni – non in franchising ma in concessione gratuita del marchio: consegneremo a breve il negozio unitamente all’attivazione del cantiere per garantire l’apertura dell’attività self-service entro il prossimo Natale.
Morale.
Va bene risparmiare, io sono il primo che cerca la soluzione più vantaggiosa ma, mi rapporto sempre alla mia contro parte: verifico che esista il venditore, che abbia una storia camerale come Lautomatica. Siamo sempre disponibili a far visionare i nostri dati di bilancio, camerali, le unità locali in gestione a terzi, le visure ipo-catastali immobiliari poiché Noi esistiamo, in un mondo web che è ricco di “sciacalli” pronti, improvvisati e senza scrupoli!

giovedì 5 dicembre 2013

rispettare le regole

"Le lavanderie self-service sono importanti, ma devono rispettare le regole"

questo un articolo trovato in un giornale locale...che ne pensate???

La Spezia - Dalla Spezia prosegue con determinazione la campagna, promossa da Cna, a tutela e per il rispetto della legalità nell’esercizio delle lavanderie self service. Le lavanderie artigiane denunciano il fenomeno di quelle a gettone o self service che non rispettano la legge. A questi esercizi commerciali – ricorda Cna - non si applica la normativa relativa alla “Disciplina dell'attività professionale di tintolavanderia” e per operare, sono tenuti solo all'obbligo di iscrizione al registro delle imprese e all'ottenimento dell'autorizzazione da parte del Comune in cui si esercita l'attività. La lavanderia self service è una semplice attività di noleggio attrezzature: uno spazio allestito con lavatrici ed essiccatoi, utilizzati direttamente dalla clientela tramite l'acquisto di appositi gettoni ed eventualmente dei detergenti. Un servizio importante verso un particolare tipo di utenza, che si colloca in un ampio potenziale mercato. Eppure in molti casi chi esercita tale attività cerca di trovare ulteriore clientela “scimmiottando” le lavanderie tradizionali.
"E’ assolutamente vietato – ricorda Maurizio Viaggi, responsabile Cna del settore - che all’interno della lavanderia automatica sia presente un addetto che fornisca assistenza ai clienti, proponendo servizi di stireria, di ritiro e consegna capi a domicilio e altri tipi di servizi tipici della lavanderia tradizionale. Si tratta, oltre che di una forma di concorrenza sleale per le aziende di tintolavanderia e di un esercizio abusivo di attività. La Polizia Municipale organo di controllo dell’Ente che rilascia le autorizzazioni, il Comune, deve effettuare i controlli e nel caso di abusi provvedere a sanzionare e a chiudere l’attività. Basta colpire sempre coloro che esercitano correttamente il proprio lavoro e pagano le tasse, basta indifferenza o buonismo. Chi esercita in modo abusivo è conosciuto e noto a tutti, va colpito, altrimenti i “soliti noti”, nel caso delle lavanderie self service un pugno di attività prevalentemente alla Spezia e a Sarzana, continueranno impunemente ad operare nella loro illegalità rafforzando un messaggio negativo e sbagliato, che il mondo è quello dei furbetti. Le Istituzioni non possono consentirlo e le imprese che operano nel rispetto delle norme non lo possono più accettare".
Pertanto Cna è a disposizione di tutte le imprese, comprese le lavanderie self service, per fornire ogni chiarimento sulla normative e gli obblighi di legge e verso gli utenti che devono essere salvaguardati contro ogni forma di abusivismo. In particolare Cna chiede ai Sindaci e agli enti preposti al controllo di effettuare azioni più incisive per colpire ogni abusivismo a tutela di chi lavora, dell’utenza e della legalità.

giovedì 24 ottobre 2013

ARTICOLO TROVATO IN UN SITO INTERNET DI INFORMAZIONE

Questo articolo che postiamo oggi, è stato tratto dal sito internet affari italiani, qui sotto il link del post
http://www.affaritaliani.it/fattieconti/la-nuova-frontiera-contro-la-crisi221013.html

Nessuna critica a tutto quello che cè scritto, anzi, piuttosto una riflessione:
è propio tutto vero che quello che dicono???...gli incassi delle lavandrie self service sono davvero cosi alti e così facili???
Mi piacerebbe avere qualche parere....
Ecco a voi il post.....

La nuova frontiera contro la crisi?
Aprire una lavanderia a gettone
Martedì, 22 ottobre 2013 - 09:56:00
Di Marco Scotti

Esodati e manager che hanno perso il lavoro? Oggi c’è una soluzione che potrebbe aiutarli a rimettersi in carreggiata a fronte di un piccolo investimento: aprire una lavanderia self-service. Il costo di avvio dell’attività è relativamente basso e l’impresa può rendere bene. A sostenere questa tesi è Rocco di Bari, il Director of International Sales – Europe di Alliance International, intervistato da Affari Italiani.

Direttore Di Bari, perché una persona ai margini del mercato del lavoro dovrebbe decidere di aprire una lavanderia self-service?
È il momento ideale: c’è parecchia gente che è alla ricerca di un lavoro, gente che è uscita dalla propria precedente esperienza con un indennizzo che però non è sufficiente per investimenti significativi. La nostra proposta, invece, ha un investimento relativamente ridotto e ha un ritorno molto stabile. Questa è una realtà già affermata negli Stati Uniti (dove ce ne sono 30-40.000) mentre nel nostro Paese ancora è una realtà poco sviluppata.

Quanto costerebbe? E quale sarebbe la resa di un negozio di questo tipo?
Un punto vendita di 50 mq, medio-grande per i nostri standard, può costare 60-70.000 euro. Metà della somma va nelle macchine, l’altra metà in impianti e arredo. In uno spazio come questo possono starci sei lavatrici e sei asciugatrici. Normalmente producono degli incassi dai 150-200 euro al giorno. Di media, perché quando piove si lavora di più, d’inverno si lavora di più. Su 150-200 (a spanne) su 360 giorni, stiamo parlando di 70-80.000 euro di incasso. Il costo totale di gestione è di circa il 30%, tra affitto, energia e altre piccole spese.

Si crea anche nuova occupazione?
In realtà basta avere la vigilanza, non c’è altro personale coinvolto. Parliamo di impegno minimo, che ci fa tornare a un’impresa territoriale monopersonale, una situazione cui non eravamo più abituati.

Prevedete forme di finanziamento? E che tipo di assistenza avete in mente di offrire a chi decide di aprire una lavanderia in franchising?
Nel concept che abbiamo in mente vorremmo riuscire a coprire il 50-60% dell’investimento totale, da rimborsare in 6-8 anni. La nostra attività non richiede nessuna competenza specifica, non ci rivolgiamo a lavanderie tradizionali per convertirle ma a non professionisti, gente che cerca una attività senza grande impegno, senza necessità di assumere gente. Rivolgendoci a non esperti, li seguiamo dall’idea iniziale fino alla progettazione, diamo pareri sul locale che hanno trovato, se è adeguato, facciamo il progetto di layout, portiamo l’arredo, le macchine e gli impianti. Gli forniamo l’assistenza tecnica e perfino la fornitura e i materiali di consumo (detergenti ecc) che vengono installati con sistemi automatici: l’utente non deve mettere il suo detersivo ma la macchina fa tutto da sola. Infine, ci occuperemo anche di promuovere il marchio.

Qual è il vostro “piano d’azione” in Italia e in Europa?
In Italia apriremo a Firenze il primo punto vendita pilota, ma poi vogliamo partire quasi subito con una serie di altre iniziative analoghe. La nostra idea è di 1500 aperture in Europa nei prossimi 4 anni. In Italia abbiamo un buon partner, con i suoi marchi, senza seguire un concetto di arredo. Per l’aspetto dei finanziamenti la Banca d’Italia non ci permette di operare nel settore del credito, proveremo a cercare un partner che possa farlo, ma intanto per il 2014 non potremo concedere alcun tipo di finanziamento.

Che pubblico vi aspettate di attrarre?
La base sono studenti e immigrati. In generale la lavanderia self service va molto a discapito delle lavanderie tradizionali. Con le macchine grandi e le grandi asciugatrici bastano 20 minuti per lavare tende e copri divani senza dover spendere cifre importanti nella solita tintoria.

E quali pensate che saranno le figure maggiormente interessate a entrare in questo tipo di business?
Secondo me non saranno imprenditori e negozianti a fare questo business, i nostri clienti saranno persone fuoriuscite dal mondo dal lavoro, che non sono pronte a sacrificare tutto il loro tempo. I negozi, tendenzialmente, apriranno entro 500 metri da casa.

venerdì 13 settembre 2013

IN TOSCANA IN ARRIVO I CORSI DI FORMAZIONE ANCHE PER LE LAVANDERIE SELF-SERVICE

E' questa la notizia pubblicata ieri all'interno di un sito internet toscano: http://www.gonews.it

La notizia viene trascritta così come vista:

Aprire una Lavanderia: serve la partecipazione ad un corso formativo. La nuova legge arriva in Commissione

La normativa chiarisce anche la posizione delle imprese 'self service' fino ad oggi priva di disciplina



Si sono tenute questa mattina le consultazioni, indette dalla commissione Sviluppo economico presieduta da Rosanna Pugnalini (Pd), sulla proposta di legge in materia di attività di tinto lavanderia. Sono stati ascoltati i rappresentanti delle associazioni di categoria e del sindacato. La proposta di legge disciplina le disposizioni per l’avvio e l’esercizio dell’attività professionale di tinto lavanderia; in particolare stabilisce l’obbligo di designare un responsabile tecnico in possesso di un’idoneità professionale che si ottiene a seguito della frequenza di un corso formativo e, inoltre, chiarisce la posizione delle imprese di lavanderia “self service”, fino ad oggi prive di disciplina, estendendo gli obblighi di legge anche a questa categoria fatta eccezione per l’obbligo di designazione del responsabile tecnico.


agenzie immobiiari  


I rappresentanti di Cna, Confartigianato e Confindustria hanno espresso soddisfazione per la proposta, ma manifestato preoccupazione per l’effettiva fruibilità dei corsi di formazione: fattore, questo, che potrebbe creare problemi di attività alla categoria. La presidente Pugnalini ha garantito che la Commissione lavorerà in accordo con la Giunta, nelle prossime settimane, per garantire una soluzione alla questione, senza però allungare troppo i tempi di approvazione. Da parte della Cgil, che ha espresso apprezzamento per l’atto, è stato chiesto di sottolineare l’obbligo per le lavanderie ad adeguarsi alle normative sulla salute e sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, dato che gli infortuni sul lavoro in questo tipo di attività purtroppo sono frequenti.
Fonte: Toscana Consiglio Regionale

La notizia integrale la potete visionare attraverso il seguente link:

giovedì 12 settembre 2013

NUOVA AFFILIAZIONE

Da oggi LAVANDIAMO.IT , il nostro portale per le lavanderie self service, diventa partner/affiliato di BOOKING.COM...una fantastica notizia che ci rende mooolto felici!!!


PRENOTARE LE VACANZE DIVENTA ANCORA PIU' DIVERTENTE!!!

...booking.com lo trovate in alto a destra all'interno del portale!!!
LAVANDIAMO.IT, IL PORTALE DELLE LAVANDERIE SELF SERVICE...VI RICORDA CHE ANCORA PER 3 MESI, SARA' GRATIS IN PROMOZIONE PER LA TUA SELF-SERVICE!!!!
ALLA PROSSIMA AFFILIAZIONE!!!!

lo staff di "a tutto self"

ricerca immobili

lunedì 9 settembre 2013

Macchie - I rimedi della nonna

Le macchie. Sempre in agguato, sono pronte a colpire il vestito migliore quando meno te l'aspetti. La miglior difesa? Un immediato contrattacco.
La maggior parte delle macchie scompare se le si lava subito, semplicemente con acqua e sapone. A volte, però, la macchia è più tenace, soprattutto quando non è più fresca. In altri casi il lavaggio con acqua non è possibile. Allora molti ricorrono a smacchiatori più forti, che però possono causare qualche problema. Anzitutto, uno smacchiatore energico può rovinare la stoffa e per questo è utile provarlo prima su una parte poco visibile del capo da smacchiare per accertare che non stinga. Inoltre, tra i componenti più diffusi degli smacchiatori commerciali figurano un gran numero di solventi come il tricloroetano, il triclorometano (il cosiddetto cloroformio), lo xilolo e il toluolo. Sono prodotti sospettati di essere cancerogeni e che, se inalati o assorbiti per contatto cutaneo, possono risultare molto tossici e determinare gravi lesioni, anche letali, ai reni e al fegato.Insomma, le controindicazioni sono tante da far passare la voglia… Ma se proprio siete decisi a ricorre a questi prodotti, lavorate all'aperto oppure vicino a una finestra spalancata, poiché anche i vapori dei prodotti tradizionali possono essere pericolosi. Senza dimenticare che molti sono infiammabili: quindi non fumate, e non usateli vicino al fuoco!Fate attenzione che le bottiglie degli smacchiatori siano chiaramente contrassegnate, per non correre il rischio di scambiarle.Per sicurezza, tenete lontano dalla portata dei bambini anche glicerina, ammoniaca, alcol, acqua ossigenata, alcol a 90 gradi e olio di trementina (quest'ultimo è un distillato di resina di pino, ma ci sono imitazioni a base di essenza minerale, di tetralina o di decalina, tutti solventi tossici). Anche i "metodi della nonna" non sempre sono esenti da pericoli (questo non vuol dire, però, che alcuni smacchiatori "fatti in casa" non possano essere utili).

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Anche i comuni smacchiatori antiruggine per tessuti possono essere pericolosi, in particolare quelli che contengono acido fluoridrico facilissimi da trovare in commercio anche senza alcuna indicazione di pericolosità, (chi segue attentamente Il Salvagente conosce le nostre iniziative per farli ritirare dal mercato). La tossicità deriva dal fatto che percentuali di acido fluoridrico anche piccole a contatto con la pelle possono dare conseguenze gravissime. L'azione di questa sostanza è subdola. Chi maneggia lo smacchiatore senza le dovute precauzioni all'inizio può non rendersi conto di essersi intossicato, fino a che, anche dopo qualche ora, iniziano i dolori. Mentre sulla pelle non si nota alcun segno (se non un lieve pallore), la necrosi procede in profondità e i dolori diventano lancinanti. Allora che fare: rinunciare alla possibilità di togliere le macchie di ruggine dai tessuti? Non proprio, perché le alternative esistono. In commercio, infatti, ci sono smacchiatori a base di acido ossalico che costano un po' di più (intorno alle 4 Euro contro le 1 - 2 di quelli a base di acido fluoridrico) ma sono sicuramente meno tossici.
Tratto da un form presente all'interno di lavanderie.it

venerdì 6 settembre 2013

NOTIZIE STRANE, MA NON COSI STRANE PER DELLE SELF SERVICE...

QUESTA UNA NOTIZIA INSOLITA POCO RECENTE TROVATA SU UN MAGAZINE ON LINE:
Una storia singolare di cui indubbiamente si ricorderà per molto tempo Giovanni Amoroso. Recandosi a lavoro in metro, ha più volte sorriso ai passeggeri della sua carrozza ed è stato spesso molto gentile cedendo il proprio posto a persone anziane. Insospettiti dal suo comportamento, molti viaggiatori hanno segnalato l’individuo ai centralini dell’ATM, i quali hanno immediatamente contattato i carabinieri. Giovanni è stato arrestato in tutta calma.
incidente metro milano feriti contusi 645 Troppo sorridente nella metro, finisce in questura
Comportamento sospetto
Erano solo le dieci del mattino quando i passeggeri di una carrozza della linea verde hanno notato il comportamento sospetto di un viaggiatore. Quest’ultimo stava spontaneamente lasciando il suo posto ad un anziano. Già prima, l’uomo si era fatto notare quando era salito sulla metro salutando la gente con un vivace e cordiale “Buongiorno a tutti”. Si è poi avvicinato ad un posto libero scusandosi con la gente che aveva involontariamente travolto. Poco dopo, non ha esitato a regalare il suo giornale che stava finendo di leggere.
La tensione aumenta nella carrozza quando inavvertitamente una ragazza gli calpesta i piedi. Lui risponde alle sue scuse in maniera perentoria secondo i testimoni: “Non è nulla, si figuri”. È proprio a questo punto che la situazione peggiora. Una persona anziana, visibilmente in difficoltà a muoversi entra nella carrozza. In un battere di ciglia, Giovanni è in piedi ed invita la vecchietta a prendere il suo posto. I viaggiatori, turbati da questo comportamento, hanno quindi chiesto l’intervento della sicurezza. L’uomo è stato interpellato alla fermata di metro successiva e sistemato in questura.
Rientro dalle vacanze
Sotto interrogatorio, l’uomo ha motivato che il suo comportamento era scatenato da  “un’euforia residua dovuta alle ultime vacanze” ed ha affermato la sua volontà di rientrare in ufficio di buon umore. “Ho pensato che facevo bene, non volevo creare confusione” ha confessato Giovanni. Per i carabinieri, la reazione dei passeggeri può essere compresa: “In un contesto segnato dal terrorismo, certi attegiamenti appaiono più sospetti di altri, facendo subito notare questi individui”. In un comunicato stampa il capo della sicurezza ha  approvato la reazione efficiente dei viaggiatori.
All'interno delle self service
Quanti atteggiamenti di questo genere abbiamo visto negli ultimi anni all'interno delle self service???...se i passeggeri di questa metro fossero clienti abituali di self service, avrebbero gia denunciato tutti i vostri clienti!!..:)
Quindi o voi proprietari di self....attenti....non siate troppo gentili con i vostri clienti e cercate di farli spogliare il meno possibile...altrimenti  la chiusura sarà imminente...:)
Ovviamente questa era una osservazione satirica...ben vengano i vestiti sporchi...:)

martedì 3 settembre 2013

NUOVA LAVANDERIA SELF-SERVICE NEL PORTALE LAVANDIAMO.IT



Da oggi possiamo visualizzare, all'interno del portale lavandiamo.it, una nuova lavanderia self-service che ha deciso di prendersi più visibilità nel mondo di internet....
Diamo il benvenuto a SPEEDY WASH DI MIGLIARINO DI PISA, situata (come dal suo nome) a Migliarino, in provincia di Pisa.
Tutte le sue caratteristiche tecniche le potete visualizzare all'interno del portale all'indirizzo:
Anche tu puoi iscriverti al nostro portale e rendere la tua lavanderia self service molto più visibile!!!...per avere più informazioni sul prodotto, ti invitiamo a visitare il nostro sito alla pagina http://www.lavandiamo.it/index.php/aggiungi-lavanderia/ , oppure sempre qui nel blog nelle pagine che seguono!!!

immobiliare.it

lunedì 26 agosto 2013

TROPPI FURTI NELLE SELF!!

Furto in lavanderia self service a "Noventa Padovana". Furto in lavanderia self service Ladri scardinano cambiamonete.

Il colpo nella notte tra giovedì e venerdì alla "Pulito e Asciutto" in via Roma a Noventa Padovana.

Questo è uno dei tanti titoli che leggiamo negli ultimi mesi all'interno di post di blog di news locali o giornali di intrattenimento.
Ma perchè è scoppiata la mania dei furti nelle lavanderie self-service?
Semplicissimo: le ultime lavanderie sono dotate di casse di sicurezza blindate che racchiudono tutto l'incasso del locale, permettendo di gestire da lì tutte le operazioni di attivazione macchine e contabilità ordinaria.
Ora, che le lavanderie self service vengono utilizzate sempre di più, queste casse sono (in teoria) sempre più piene, e quindi sempre più appetibili (come le macchinette video poker di alcuni anni fa, quando ancora venivano tiempite di moneta).
Cosa molto importante anche, le lavanderie self service sono sempre monitorate da videocamere, ma non da titolari o personale, il che rende il furto sempre più facile.

case e appartamenti
Oggi le casse centralizzate diventano sempre più sicure e vengono arricchite anche da pagamento elettronico o con prepagate (vedere la comestero group, una delle case produttrici di casse).
Speriamo che i furti in lavanderie si plachino e che la gente vada in loco solo per lavare..:)

martedì 20 agosto 2013

ASSOCIAZIONE ACQUA & MIELE


Ciao a tutti....avevamo promesso di parlare di come lavare determinati capi, ma prima vorremmo farvi conoscere un'associazione nata da pochissimo che noi di "a tutto self" definiamo a dir poco geniale!!!

Si tratta di una associazione di lavanderie self service apolitica e senza finalità di lucro, che si propone di creare una stretta collaborazione tra gestori di lavanderie self service che utilizzano macchine Miele Professional al fine di migliorare la gestione della propria attività, promuoverla sul territorio, sottoscrivere convenzioni per la fornitura di beni e servizi a favore degli associati nonchè svolgere attività di utilità sociale.
Come spiegato anche sulla home page dell'iniziativa, l'associazione nasce per le lavanderie self service che utilizzano macchine Miele Professional (soci ordinari) ma possono associarsi, come previsto dall'art. 3 dello Statuto e dalle normative vigenti, anche tutti coloro che condividono le finalità dell'Associazione (soci simpatizzanti) e quindi beneficiare di tutti i vantaggi che esso comporta.

Il sito è ancora in fase di costruzione, ma all'interno si possono già trovare tutti i link utili per associarsi e tutti i contatti dei fondatori e responsabili!!
Insomma, la nostra redazione dona un 10+ a questa iniziativa, che libera finalmente l'idea della NON collaborazione tramite lavanderie self service (in continuo aumento ma con poche regole), un'idea che porta ad un individualismo spesso nocivo sia al titolare di lavanderia e sia al cliente della stessa.
Speriamo anche noi di "a tutto self", in futuro, di avere la possibilità di collaborare con questa associazione, sicuramente una valida fonte per iniziative e nuove normative.



ASSOCIAZIONE ACQUA & MIELE: http://www.acquamiele.it


post di "a tutto self", blog di lavandiamo.it

sabato 17 agosto 2013

LAVARE IN LAVANDERIA SELF-SERVICE

Le lavanderie self-service negli ultimi anni in Italia hanno registrato un boom di nuove aperture (sia in franchising che libere), dovuto soprattutto all'aumento esponenziale di clienti che (grazie all'utilizzo in altri paesi), si sono abituati quotidianamente al loro uso.
La lavanderie self-service, oggi, rappresenta una risorsa importante per tutti, grazie ai suoi orari di apertura elastici (spesso troviamo lavanderie no stop 24h), la moltitudine di servizi che può offrire (lavaggio, asciugatura, sistema sottovuoto, vendita di prodotti). Molte persone credono che la lavanderia self service sia un luogo trascurato, malfamato, sfruttato solamente da stranieri o persone senza fissa dimora, in realtà non è più cosi: sempre più famiglie si appoggiano a questo servizio grazie all'economicità dei suoi servizi (una famiglia di 5 persone può risparmiare fino al 50% rispetto alle spese casalinghe), ma soprattutto grazie alla velocità e praticità dei macchinari sempre più efficienti.



Se non hai mai provato una self, puoi sempre cercarne una vicino a te grazie al nuovo servizio offerto da lavandiamo.it, che elenca le principali lavanderie self-service presentandole attraverso orari e servizi da lei effettuati.
Lavare in una lavanderia self, può portare ovviamente anche a dei rischi, bisogna sempre fare attenzione a cosa si sta lavando, l'etichetta del capo, e la dimensione delle macchine da utilizzare.
Nei prossimi post daremo consigli su come lavare determinati capi.

domenica 18 settembre 2011

TIPOLOGIE DI LAVAGGIO

oggi iniziamo ad imparare come i nostri vestiti possono essere lavati.
Esistono principalmente due metodi di lavaggio: il lavaggio a secco ed il lavaggio ad acqua.
In queste due grandi categorie poi, possiamo trovare un'infinità di metodi e prodotti utilizzati. oggi, chiariremo il processo di lavaggio a secco, o meglio, spiegheremo che cosa vuol dire LAVARE A SECCO!!!

Il lavaggio a secco è il processo di lavaggio di tessuti e capi d'abbigliamento che utilizza un solvente anziché l'acqua. I solventi più usati sono il tetracloroetilenee miscele di idrocarburi.
Una macchina per il lavaggio a secco è simile ad una normale lavatrice domestica, ma con dimensioni maggiori e con funzionamento a circuito chiuso. È presente una botte, alcuni serbatoi per il solvente, filtri, un sistema di distillazione del solvente, pompe, tubi e dispositivi di vario tipo. Il funzionamento è più complesso rispetto a quello di una lavatrice ad acqua.

case e appartamenti
Dopo aver caricato gli indumenti da trattare e chiuso l'oblò, il solvente viene prelevato da uno dei serbatoi e pompato in botte, quindi viene fatto circolare tra la botte e dei filtri che trattengono le particelle di sporco. Le macchie di grasso e di sostanze solubili vengono rimosse chimicamente dal solvente. Al termine del lavaggio, il solvente viene scaricato dalla botte in un distillatore. Il distillatore riscalda il solvente e lo converte in vapore per poi condensarlo. Grazie alla distillazione, la frazione pura del solvente viene separata dallo sporco che resta nel distillatore, mentre il solvente rigenerato viene riversato in un serbatoio per essere disponibile per il lavaggio successivo. Per recuperare la maggior quantità possibile di solvente e scaricarla nel distillatore si ricorre ad una fase di centrifuga seguita da una fase di asciugamento dei panni. Vengono impiegati anche filtri a carbone attivo per trattenere i vapori di solvente presenti nell'aria all'interno della botte a fine lavaggio.
Il primo laboratorio di lavaggio a secco fu aperto a Parigi nel 1855 da Jean-Baptiste Jolly. Fino al 1897 veniva impiegata la benzina (o altre miscele liquide di idrocarburi leggeri), sostituita poi dal tetracloruro di carbonio, meno infiammabile ma più pericoloso per le vie respiratorie, sostituito a sua volta tra il 1918 e il1930 dal tetracloroetilene.
Data l'accertata tossicità del tetracloroetilene, alcune nazioni europee stanno sostituendolo con altri solventi, quali silossani e anidride carbonica liquida.

sabato 23 luglio 2011

L'IMPORTANZA DELLE ETICHETTE!!!


L’etichetta è fondamentale per darci indicazioni precise sul lavaggio di capi e accessori realizzati in tessuto. 
É una piccola carta d'identità, che in alcuni casi diventa indispensabile per lavare, asciugare e stirare nel modo più adeguato i nostri capi di abbigliamento:
Su di essa sono riportati i simboli universali stabiliti in base a una convenzione, che compongono un codice mondiale di manutenzione dei tessuti.
case e appartamenti
Seguendo fedelmente le indicazioni che derivano dalla lettura dell’etichetta le nostre cose non rischieranno di rovinarsi nè di deteriorarsi in breve tempo.
Qui di seguito vi proponiamo i vari simboli suddivisi per famiglie, ciascuno corredato di legenda.
etichetta-lavaggio

venerdì 22 luglio 2011

PICCOLI CENNI DI STORIA: LA LAVATRICE


La lavatrice, o lavabiancheria, è una macchina utilizzata per il lavaggio dei tessuti. Per effettuare il ciclo di lavaggio utilizza come mezzo primario l'acqua in abbinamento a detergenti ma esistono altri dispositivi di lavaggio che eseguono il lavaggio "a secco" facendo uso di solventi organici, di solito utilizzati in esercizi specializzati.
Si distingue fra lavatrici finalizzate all'utilizzo domestico e quelle per l'uso industriale.
Il primo esemplare di macchina per lavare fu sviluppato nel 1767 da un teologo di Ratisbona, Jacob Christian Schäffern. I primi modelli di macchine meccaniche risalgono alla fine del XIX secolo; come è accaduto per moltissime invenzioni, ci si è inizialmente ispirati a meccanizzare il processo manuale: le prime lavatrici, infatti, furono concepite come macchine atte a "sfregare" i panni, simulando così l'effetto manuale del modo più diffuso di lavare la biancheria. Le macchine così realizzate, il cui movimento fu inizialmente manuale, poi elettrico, presentavano però l'evidente svantaggio di provocare un'usura eccessiva dei panni, nonché risultati di lavaggio decisamente deludenti. La prima soluzione efficace fu l'adozione dell'agitatore: il principio era quello di forzare la soluzione detergente attraverso le fibre dei tessuti e non di agire meccanicamente su questi. Sviluppata in America, questa tecnologia è sostanzialmente ancora oggi praticamente la più diffusa nel mondo. Negli anni '20 ci fu qualche tentativo di adottare nuove tecnologie di lavaggio, con la comparsa delle lavatrici a cestello (ad asse orizzontale) specialmente per le applicazioni industriali, ma i modelli ad agitatore si imposero più rapidamente sul mercato, e furono via via dotati di ulteriori funzionalità: resistenze per il riscaldamento dell'acqua, mangani a rulli per la strizzatura della biancheria. Lo sviluppo di questo modello vide la realizzazione delle cosiddette "twin tub", cioè delle lavatrici a due vasche: una, con agitatore, nella quale si effettuava il lavaggio dei panni, l'altra, con cestello ad asse verticale, dove i panni venivano risciacquati e strizzati per centrifugazione; questo modello è tuttora piuttosto diffuso, soprattutto nei paesi asiatici e africani. Il modello con vasca unica e cestello ad asse orizzontale, tipicamente europeo, non ha invece riscontrato grande successo negli USA, anche se ci sono aziende che hanno realizzato numerosi modelli di questo tipo.
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Dopo la Seconda guerra mondiale, lo slancio industriale che caratterizzò soprattutto l'Europa occidentale vide nascere nuove esigenze e desiderio di benessere: a livello domestico (anche per il ruolo della donna che stava considerevolmente cambiando, soprattutto in Italia) le industrie elettromeccaniche iniziarono una fervida attività di ricerca e produzione di lavatrici. La Germania, che già prima della guerra aveva iniziato la produzione di lavatrici, riprese continuando sulla scia della tecnologia inizialmente adottata, che vedeva una decisa scelta per i modelli a cestello ad asse orizzontale. le lavatrici tedesche, anche prodotte dopo la guerra, erano però caratterizzate da notevoli problemi statici, poiché prive di sospensioni (la vasca era solidale con la scocca della macchina) che ne rendevano piuttosto complicata l'installazione: dovevano infatti essere fissate al pavimento. Erano però le macchine più evolute esistenti, dotate già di automatismi (timer, pressostato) che ne consentivano il funzionamento in maniera pressoché autonoma. In Italia, invece, si adottò inizialmente il modello americano, con agitatore ad una vasca e mangano per la strizzatura (Candy modello 50, prodotta nel 1947), poi il modello classico a due vasche, semi-automatico (Candy bi-matic, prodotta nel 1957, Rex-Zanussi mod. 250, prodotta alla fine degli anni '50) e, con l'adozione anche in Italia dei timer, finalmente i modelli automatici (Candy Automatic, 1959, Rex-Zanussi modello 260 etc.) ulteriormente evoluti nelle superautomatiche a seguito dell'adozione delle vaschette per il detersivo separate (per pre-lavaggio, lavaggio, additivi di risciacquo). Le lavatrici hanno raggiunto la maturità di prodotto e la ricerca, negli anni successivi, si è concentrata sull'efficienza energetica (riduzione consumo di acqua ed energia elettrica) e sul rispetto dell'ambiente (riduzione dell'utilizzo di detersivo). Si deve osservare come l'evoluzione della lavatrice sia segnata, negli ultimi anni, da due fattori importanti:
  • 1. - l'orientamento prevalente verso l'utilizzo di tessuti misti o interamente sintetici, colorati, che "si sporcano meno" e "si lavano più facilmente" ha comportato la necessità di sviluppare programmi di lavaggio sempre più a medie-basse temperature e la pressoché totale abolizione del "prelavaggio";
  • 2. - i detersivi, sempre più efficaci, contribuiscono decisamente alla riduzione dei tempi e dell'azione di lavaggio.
Tra tutti gli elettrodomestici moderni, la lavatrice è quello che ha maggiormente cambiato il modo di vita di tutti i giorni, dal momento che prima della sua diffusione il lavaggio degli indumenti assorbiva una grande quantità di tempo e di energia, soprattutto da parte delle donne. Per questo la lavatrice viene considerata un elemento importante nella storia dell'emancipazione femminile.
La prima lavatrice elettrica fu lanciata negli Stati Uniti nel 1907 da Alva Fisher. Attualmente esistono due tipologie di lavatrici:
  • A carica dall'alto, nelle quali lo sportello di carico è posto sulla parte superiore della macchina. Solitamente sono di dimensioni minori rispetto alle lavatrici a carica anteriore e vengono semplificate le operazioni di carico e scarico della macchina.
  • A carica anteriore, che invece hanno uno sportello rotondo sulla parte frontale della macchina, il cosiddetto oblò (sono le più diffuse). Il vantaggio di questo modello è che permettono la sovrapposizione di un'asciugatrice.
l'introduzione del microprocessore in questo elettrodomestico, ha permesso di facilitarne l'uso, migliorare il lavaggio, e nel contempo ridurne l'usura. Il timer permette di posticipare con precisione l'ora di partenza del lavaggio, i sensori di posizione del cestello collegati al processore, permettono l'avvio della centrifugazione solo quando la biancheria è stata distribuita uniformemente, in modo da non sollecitare eccessivamente i cuscinetti di supporto del cestello, a fine lavaggio con partenza autonoma, il cestello può ruotare di mezzo giro a intervalli regolari per non far impaccare la biancheria già semiasciutta.
L' asciugatrice è una macchina che esegue l'asciugatura della biancheria
È una macchina indipendente dalla lavatrice. Esistono asciugatrici meccaniche a centrifuga, dette estrattori, ed essiccatrici che asciugano con flusso di aria riscaldata. Il numero di giri di centrifuga è un parametro importante per abbinare la lavatrice ad un'opportuna asciugatrice. Le lavatrici che hanno una velocità di almeno 1000/1200 giri sono adatte ad una asciugatrice, infatti più è veloce la centrifuga minore è l'acqua da far evaporare che è ancora presente nelle fibre e quindi il tempo di asciugatura. In paesi, come la Gran Bretagna, dove le asciugatrici sono molto più diffuse, le lavatrici hanno velocità che arrivano anche a 2000 giri e le lavasciuga sono quasi esclusivamente a 1400/1600 giri per economizzare sul consumo di elettricità. Per lavatrici con velocità di centrifugazione inferiore è consigliabile usare un estrattore, che lascia la biancheria molto più asciutta in pochissimo tempo.

giovedì 21 luglio 2011

PICCOLI CENNI DI STORIA: IL SIGNIFICATO DI "FARE IL BUCATO"

Sfido chiunque a non essersi mai chiesto perchè si dice "fare il bucato", o chiamare i panni sporchi da lavare "bucato".
Bè in realta ci sono in giro tantissime spiegazioni della terminologia, scritte tutte diverse ma che in realtà vogliono dire la stessa cosa......e cioè che si dice "fare il bucato", o chiamare i panni sporchi da lavare "bucato" perchè:

Il tutto deriva dalle prime "lavatrici", questi rudimentali ma ingegnosi attrezzi per lavare i panni che erano formati da un "otre" abbastanza capiente con un "bocchettone" che consentisse all'acqua di uscire dopo una lunga nottata passata in compagia dei panni sporchi.

Da questo foro quindi usciva l'acqua sporca con l'allora sapone (la cenere del camino) e questo particolare uso di questo otre e codesto foro ha dato il nome di "bucato" ai panni che andavano lavati o erano stati appena lavati.

LA CRISI DEL BUCATO

IL PRIMO POST DI QUESTO BLOG!!!!!!!



Volete sapere quale espressione si nota sui volti delle persone che scoprono (per motivi vari) di rimanere a casa da soli per settimane o di dover andare a vivere senza genitori????.....Bè difficile da spiegare, ma credo che almeno una volta nella vita, a tutti, questa espressione sia finita sul volto!!!
Bene, è ora di rilassarvi, di imparare cosa vuol dire "fare il bucato", ma soprattutto imparare a LAVARE DA SOLI!!!
A poco a poco, questo blog, sarà riempito di consigli e rimedi per eliminare qualsiasi macchia, i cosi detti RIMEDI DELLA NONNA!!!!